I nostri progetti sono ripartiti

Dopo un’estate segnata dall’emergenza sanitaria, i progetti di Nove Onlus sono ripartiti.

In Afghanistan, dopo un’estate segnata inesorabilmente dal lockdown e dall’emergenza sanitaria, i nostri progetti sono ripartiti, grazie al costante lavoro di tutto lo staff che ha ci ha permesso di essere pronti a riavviare le attività appena è stato possibile.

A metà agosto, nell’ambito del progetto ‘Sono una donna e voglio lavorare’, sono cominciati al Women’s Garden di Kabul i corsi di guida femminili. 44 allieve seguono quelli per ottenere la patente, mentre 10 partecipano al corso di guida professionale femminile, unico in Afghanistan, mirato a espandere il servizio Pink Shuttle e incoraggiare l’accesso delle donne a un mestiere tradizionalmente riservato agli uomini.  La conclusione dei corsi è prevista per dicembre 2020.

Sempre al Women’s Garden, dopo la pausa dovuta al lockdown sono ripresi i corsi di alfabetizzazione, svolti in collaborazione con il DoWA. Frequentati da 54 donne, si concluderanno salvo imprevisti a dicembre 2020.

Sono invece in stand by post-Covid le attività del nostro progetto ‘La forza dello sport’, svolte in collaborazione con il Comitato Internazionale della Croce Rossa. La costruzione ad Herat del secondo palazzetto indoor di tutto l’Afghanistan destinato ad atleti disabili dovrebbe riprendere all’inizio del 2021, mentre gli incontri internazionali delle squadre maschile e femminile di pallacanestro in carrozzina non sono stati ancora riprogrammati. Ripresi invece gli allenamenti a livello locale, ma non ancora a Kabul e Mazar-e Sharif.

La seconda fase del progetto Pink Shuttle è iniziata il 1° settembre, riavviando il servizio su strada. Oltre all’aumento della flotta con quattro minivan da 12 posti, la programmazione prevede di assumere nuove autiste e espandere il servizio ad altre zone di Kabul, con il traguardo di offrire circa 46.000 passaggi in un anno.

Questa la situazione ad oggi. Ma le attività previste, in particolare quelle del Pink Shuttle in cui le donne sono più esposte a rischi, potrebbero subire altri ritardi o mutamenti sostanziali.  Infatti, le trattative di pace a Doha tra Governo Afghano e Talebani, precedute da un periodo di intensificati attacchi (oltre 60 in 3 mesi), non hanno portato a oggi alcuna certezza, aumentando al contrario insicurezza e rischi, soprattutto per la popolazione femminile (https://www.theguardian.com/global-development/2020/sep/18/us-warns-afghan-women-of-increased-risk-of-extremist-attack). L’ufficio Nove a Kabul ha espresso molta preoccupazione e raccomanda di procedere con la massima cautela, evitando ad esempio di estendere per ora i percorsi del Pink Shuttle fuori delle zone ritenute sicure.

In Italia Nove aveva previsto di avviare in primavera una nuova iniziativa del progetto Dai una mano, offrendo un corso di addetto mensa per italiani e stranieri in difficoltà. Poiché a causa della pandemia il corso non ha potuto svolgersi, e il settore ristorazione è stato molto penalizzato dalle conseguenze del lockdown, stiamo riprogrammando insieme ai nostri partner attività più rispondenti alle necessità emerse durante l’emergenza.

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