A Kabul un imprenditore ha riaperto una fabbrica di ossigeno per l’emergenza da Covid-19 | HUMANS AT WORK

Quando il Covid-19 ha iniziato ad attraversare l’Afghanistan, Najibullah Seddiqi si è sentito di dover aiutare.

Sette anni fa, Najibullah Seddiqi aveva chiuso la sua fabbrica di ossigeno a Kabul, frustrato dalla mancanza di corrente e dalla difficoltà di ottenere contratti con gli ospedali.

Ma quando il Covid-19 ha iniziato ad attraversare l’Afghanistan, si è sentito di dover aiutare. “Ho visto un uomo piangere la morte per coronavirus della moglie, a causa della scarsità di ossigeno,” ha detto Najibullah. “In quel momento ho preso la decisione di riaprire la fabbrica.”

Oggi i parenti degli afghani malati di Covid-19 fanno la fila fuori dalla sua fabbrica per le ricariche gratuite che tengono in vita i loro cari.

L’Afghanistan ha dovuto affrontare la carenza di ossigeno medico durante la pandemia. Il Paese ottiene i suoi cilindri di ossigeno dall’estero. Fino a poco tempo fa, le importazioni erano bloccate dalla chiusura dei confini. I prezzi delle nuove taniche sono schizzati alle stelle e sono decuplicati, quindi il servizio gratuito di Najibullah è una manna dal cielo per i più poveri colpiti dal virus.

“Il mio unico scopo è quello di salvare più vite possibili,” ha detto. “Quando la diffusione del virus si fermerà, allora potrò tornare a casa.”

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