Quinto posto agli Asian Para Games per l’Afghanistan femminile di weelchair basketball

 

Le ragazze afghane di basket in carrozzina, sostenute da Nove Onlus, hanno concluso la manifestazione continentale battendo la Cambogia e guadagnando la quinta posizione iridata

Un'azione di Afghanistan-Cambogia di weelchair basketball agli Asian Para Games 2018

Le ragazze afghane in azione contro la Cambogia | ph. IWBF

Si è conclusa a Giacarta l’edizione 2018 dei Giochi Paralimpici Asiatici. La Nazionale femminile di pallacanestro in carrozzina dell’Afghanistan, alla sua seconda partecipazione ai Giochi, si è piazzata al quinto posto. Gli Asian Para Games sono la prima e più grande competizione asiatica dedicata esclusivamente a sport riservati ad atleti con disabilità. Quest’anno, alla terza edizione che si è tenuta in Indonesia, hanno partecipato 43 nazioni nell’ambito delle 18 discipline in gara.

La partenza è stata in salita per l’Afghanistan femminile, che nel girone di qualificazione ha rimediato tre sconfitte su tre incontri disputati, contro Tailandia (seppur di misura), Giappone (seconda forza assoluta di tutta la manifestazione dietro alla Cina), e Iran.

Il riscatto per le ragazze sostenute dal Progetto “La forza dello sport” di Nove Onlus è arrivato nella finalina valida per il quinto posto. L’Afghanistan ha incontrato la Cambogia, anche lei reduce da tre sconfitte su tre partite nel girone. Le ragazze afghane si sono ben comportate portando a casa la vittoria con un netto 54 a 36, costruito soprattutto nel corso del primo quarto di gioco.

Nove Onlus, a partire dal 2017 e nell’ambito del suo Progetto “La forza dello sport”, sostiene dal sia la nazionale femminile che quella maschile di pallacanestro in carrozzina dell’Afghanistan, in collaborazione con il Comitato Paralimpico e con la Federazione di Weelchair Basketball. Il Progetto ha come scopo il reinserimento sociale di donne e uomini disabili attraverso attività sportive di vario genere, tra cui, appunto, anche la pallacanestro. I risultati sono particolarmente incoraggianti: infatti, benché i disabili abbiano dalla società compassione ma non diritti o servizi essenziali, è costantemente in crescita il numero degli atleti che praticano diverse discipline e che partecipano a tornei nazionali e internazionali.

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